In tutte le città d’Italia, i borghi antichi sono un bene ed un patrimonio che vengono costantemente tutelati e considerati con “un occhio di riguardo”. Nella nostra città, invece, la città vecchia è quasi diventata un peso e considerata un problema. Sfortunatamente ci si ricorda degli abitanti del centro storico solo nei periodi elettorali con le solite inutili e snervanti promesse di chi ha munto il borgo antico come fosse una vacca da latte (o meglio da voti). La situazione di abbandono e degrado del nostro fiore all’occhiello è sotto gli occhi di tutti, chiunque decida di fare un giro nei vicoli, si rende conto che quella parte della città è abbandonata a se stessa. Incuria totale, vandalismo, sporcizia e mancanza di sicurezza, la fanno da padrone in quello che qualcuno, non tanti anni fa, ha definito un piccolo angolo di paradiso.

Proprio quei vicoli, che hanno allietato le passeggiate del grandissimo Dino Risi, oggi sono il contrario di quello che il grande maestro del cinema italiano aveva apprezzato.

L’ultimo fenomeno a cui il centro storico deve sottostare e quello della chiusura delle attività commerciali; quasi a cadenza mensile, un’attività commerciale lascia il centro storico per spostarsi in altre zone o addirittura spostarsi nei  comuni limitrofi. Il perché? Penso che sia inutile spiegarlo ancora, la situazione drammatica è sotto gli occhi di tutti. La “politica” cittadina preferisce interessarsi di problemi “poltronistici” oppure si mobilita (perché di situazione politica si è trattato) per salvare l’asino di Martina. Ma nessuno ha voglia di muovere il proprio sedere per interessarsi del centro storico? Bò, forse per farsi belli davanti alle telecamere di “striscia la notizia”, il centro storico non ha molto richiamo. Chissà!

Si dalla nascita di LiberaMartina, abbiamo ribattuto sul problema “borgo antico”, a distanza di un anno, qual cosina si è mosso; grazie alla solerzia e al “cuore martinese” dell’ Arch. Michele Angelini (ex collaboratore dell’Ufficio Tecnico Comunale) il progetto di potenziamento dell’illuminazione nel centro storico ha preso forma e in questi giorni, la macchina operativa, si è messa in moto. Possiamo solo ringraziare l’Arch. Angelini per il suo impegno, è stato l’unico che ha chiesto una nostra collaborazione “per segnalare le zone buie” della città vecchia.

Ma questo non basta. Il centro storico ha bisogno di rinascere, di ritornare ad essere vivibile, ha bisogno di una regolamentazione speciale che non si deve fermare solo ed esclusivamente al rispetto di regole architettoniche, il borgo antico necessita di vita.

Come fare? Creando regole, concessioni, deroghe e tutto quello che occorre, ad hoc che possano permettere a tutti di ritrovare la voglia e il desiderio di “frequentare” la città vecchia.

Parlo di sicurezza, di igiene, di incentivi alle attività commerciali, di aperture domenicali, di formazione turistica, di regolamentazione sui canoni di affitto, di un piano turistico creato su misura, di tasse comunali dimezzate per le attività di somministrazione, di manifestazioni ed eventi di qualità, in poche parole parlo di cose logiche. Da quando lo stradone è stato chiuso al traffico, i primi a risentirne in maniera pesante sono stati i commercianti che hanno visto il flusso di gente diminuire quotidianamente. Nessuna mente eccelsa ha pensato a cosa fare. Hanno chiuso lo stradone e basta; ma i parcheggi per sopperire a quella chiusura dove sono? Sicuramente nella fantasia di  ognuno di noi. Quando provocatoriamente abbiamo proposto la riapertura al traffico dello stradone per 6 mesi all’anno, un assessore ci ha riso in faccia e alla nostra domanda, lecita, allora cosa proponete? E’ calato il silenzio. Siamo stanchi di questi silenzi, siamo stanche di giocare alla Corrida di Gerry Scotti, con perfetti dilettanti della politica (e della vita) messi li a governare la città, siamo stanchi di chi, prima sputava veleno sui commercianti che protestavano per aprire la domenica, ed oggi fanno di tutto per “cavalcare la protesta”. Siamo in periodo elettorale, forse questo risveglia gli ormoni d questi perfetti inetti che senza un briciolo di dignità e coerenza fanno di tutto per andare sui giornali.

Qualcuno per tanto tempo ha tenuto in ballo una situazione di “intimidazioni” rimanendo presente sui quotidiani locali per tanto, troppo tempo, anche io personalmente ho ricevuto intimidazioni, addirittura sono arrivati a rompere le scatole ai miei genitori, ma non sono andato sui giornali, ho continuato a lottare per quello in cui credo, che è la stessa cosa ogni giorno. La mia idea non cambia tutti i giorni o in base ai periodi elettorali, la mia e la nostra idea, quella dei “Liberi” rimane sempre la stessa, riappropriarci di Martina per poterla restituire ai martinesi. Peccato che nessuno dai piani alti del Palazzo Ducale, abbia mai voluto ascoltare la nostra voce, come detto in precedenza, l’unico è stato l’Arch. Angelini (ma lui stava al pian terreno) e qualcosa è stato fatto.   

ZIPPO